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Poesie


Poesie di Rolando Toro Araneda


G e n e s i

E dio creò il mondo in sette giorni.

Il primo giorno creò l'amore
e, dolcemente, vibrò la vita
nell'occhio del caos.

Il secondo giorno creò il vento
e i semi dell'amore
si sparsero per tutta la terra.

Il terzo giorno creò il mare con
le sue alghe, ed i suoi pesci e la canzone  delle balene.

Il quarto giorno creò la musica
e in ogni creatura mise un canto differente.

Il quinto giorno creò le piante sacre
con il profumo dell'eternità.

Il sesto giorno creò l'uomo e la donna,
e diede loro la conoscenza  dell'orgia
e la cura dei figli.

Il settimo giorno creò la danza,
celebrando le sue opere

Rolando Toro Araneda



M a n i f e s t o

Siamo la memoria del mondo.

Dobbiamo solo ricordare ciò che
è nelle nostre cellule.

I frutti dedll'estate,
l'amore voluttuoso.

La capacità di porse al posto
dell'altro.

Il contatto.
Il coraggio d'innovare.

L'abbraccio, l'addio e l'incontro.
Il mare nella nostra pelle.

La musica della vita.

La danza della vita.

Biodanza ci restituisce
la memoria ancestrale,
la posibilità assoluta di amore.

Rolando Toro Araneda



Nel Centro

Scommetterò tutta la mia vita

sulla poetica

dei piccoli atti

Entrerò ogni giorno

in questa trama dello sconosciuto

che sostiene gli oggetti comuni

Tirerò fuori la mia forza

del sentimento puro

di essere nel centro


Rolando Toro Araneda




Il terzo occhio

L'uomo che ha visto troppo
ha visto la luce che emanavano gli alberi
danzando nell'uragano,
la luce degli umani nei loro deliri.
L'uomo che ha visto troppo
ha visto il ritorno di Cristo
nell'autoritratto di Durero,
e ha visto Bach, nelle partiture
di "Vieni Dolce Morte".
Ha visto l'oscenità delle chiese
e la santità in coloro che cercano alimenti
nei contenitori della spazzatura.
Il Terzo Occhio di Osiride
ha visto Iside diventare
uccello di resurrezione.
L'uomo che ha visto troppo
ha visto la codardia dei valorosi
e l'eroismo dei disertori della guerra.
Ha visto la bellezza della doppia faccia
nella moglie adultera,
e l'allegria dei suoi sollazzi.
Ha visto Orfeo alzare la lira di Apollo
al suo ritorno all'inferno.
L'uomo che ha visto troppo
ha scoperto tutti i segni occulti
del Cuore
perchè vedere, è Amare!

Rolando Toro Araneda



Abbandonarsi al gioco

Abbandonarsi totalmente
al gioco
Questo è il segreto della nostra gloria

Abbandonarsi senza reticenze
al gioco di ricevere l'immensità
e prendersi cura di lei
come ci si prende cura di un bambino

Abbandonarsi
alla missione impossibile
di, semplicemente,
dare frutti

Abbandonarsi alla rugiada
senz'altra opzione che l'estasi

Perché diventare parte del gioco
è guadagnarsi se stesso.

Rolando Toro Araneda

Tutti  Siamo  Uno

La Forza che ci conduce
è la stessa che incendia il sole,
che anima le maree,
che fa fiorire i ciliegi.

La forza che ci muove
è la stessa che fa vibrare il seme
e il suo messaggio di vita immemore.

La danza genera il destino
seguendo le medesime leggi
del fiore sospinto dalla brezza.

Nel girasole dell'Armonia
tutti siamo Uno.


Rolando Toro Araneda



U n i c i t à

L'intelligenza divina si trasmette attraverso migliaia di anni

per affiorare nella nostra coscienza come memoria dell'eterno.

Siamo cugini dei fiori e avi del vento che ci feconda.

Siamo dei paesi del mare, siamo i discendenti impazziti delle conchiglie.

Siamo, nel sogno della terra, crisalidi e larve, orme di stelle,

e negli abbracci eterni respiriamo la luce cosmica.

E dall'amore riapprendiamo

i circuiti squisiti dell'intelligenza divina,

il sentire palpitante della vita.

Rolando Toro Araneda



Fragilità

Cos'è la "grandezza" se non la pulsazione
del piccolo all'interno del grande?

Fragili, siamo,
più deboli di una rosa,
giacchè ci distrugge una parola,
uno sguardo.

Ma nella nostra fragilità
concepiamo i titani.

Nella nostra intimità,
creature effimere,
produciamo l'eternità.

Nella più indifesa solitudine
non possiamo vivere senza amore,
nella umiliante decadenza,
generiamo l'Incontro,
l'Estasi

Rolando Toro Araneda


Amando le cose vicine

Le cose vicine mi sorridono
nel vento popolato di baci.

Amando ciò che è più vicino
arrivi ad amare il più lontano.

Accarezzando le sabbie
abbracci tutta la terra, le sue rocce,
le sue vendemmie.

Mordendo il raggio di sole
divori il corpo del tuo amore assente
ti nutri di lontananze,
bevendo le acque che ti bevono

Leggendo la nostra storia
nel bocciolo di una rosa
descrivi tutti gli amori

Ho bisogno di questa storia di giardini
sul mio petto, come un morto,
riempito di semi,
per ascendere dall'oscurità.

Rolando Toro Araneda





 
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